Live Aid: Il suono di un’era”, intervista a Gabriele Medeot sul potere della musica

Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency © 2025

Nel luglio scorso, in occasione del 40° anniversario del Live Aid, è stato pubblicato *“Live Aid: Il suono di un’era”*, un libro di Gabriele Medeot, storyteller musicale e musicista con oltre trent’anni di carriera. Quest’opera, arricchita dalla prefazione di Franco Zanetti, offre una narrazione intensa e dettagliata del leggendario evento musicale tenutosi il 13 luglio 1985. Durante quell’epoca cruciale, il mondo assistette a oltre 16 ore di concerti ininterrotti, rappresentati su due palchi, a Londra e a Philadelphia, e trasmessi attraverso 16 satelliti a una platea globale di oltre 2 miliardi di telespettatori. L’evento riunì artisti iconici come Paul McCartney, Queen, David Bowie, Led Zeppelin, Madonna e U2. Questa intervista con Medeot approfondisce non solo la sua opera, ma anche la musica odierna e i concerti di grande portata che segnano la nostra epoca.

LA GENESI DI UN LIBRO ICONICO

Gabriele, da dove nasce l’idea di questo libro e quale significato ha il Live Aid per te?

“L’idea è emersa dal desiderio di rendere omaggio a quello che considero l’evento più significativo della nostra storia musicale e culturale recente. Volevo concentrarmi sul decennio degli anni Ottanta, un periodo di straordinarie trasformazioni musicali e culturali, arricchito da innovazioni tecnologiche. Ho cercato di racchiudere emotivamente le storie, le cronache e la musica che hanno caratterizzato quel periodo, culminando nel concerto Live Aid.”

MEMORIE DEL PASSATO

Quali ricordi hai di quell’epoca e del concerto?

“Ero un adolescente, con gli occhi sognanti, profondamente affascinato da ciò che stava accadendo. Già suonavo il pianoforte e sapevo che la musica sarebbe stata parte integrante della mia vita. Ricordo la fascinazione che provai quando vidi il concerto in tv. È stato un momento rivelatore, che ha aperto un vasto mondo di emozioni e possibilità.”

IL POTERE DELL’UNIONE

Cosa ha reso Live Aid un evento unico e iconico?

“La determinazione di Bob Geldof nel realizzare un’idea che molti consideravano impossibile ha dato vita a qualcosa di straordinario. Sebbene altri concerti di beneficenza fossero stati organizzati in precedenza, il Live Aid ha segnato un’epoca. Non si era mai visto prima un concerto di tali dimensioni, carico di un messaggio globale che ha raggiunto quasi 2 miliardi di spettatori.”

MUSICA E SOLIDARIETÀ OGGI

Nel libro evidenzi l’importanza della musica come strumento di solidarietà. Pensi che oggi esista ancora la stessa forza?

“Assolutamente. La musica ha sempre poteri intrinseci, ma il contesto sociale e le modalità di ricezione del messaggio sono cambiati. La società post-Covid ha vissuto momenti di intimità, ma, al contempo, molte difficoltà rimangono. La musica continua a esistere, ma affinché il suo impatto sia significativo, dobbiamo essere pronti ad accoglierlo.”

STRUTTURA DEL LIBRO

Come hai strutturato il libro e quali risorse hai utilizzato nella ricerca?

“Il libro è un ibrido tra un saggio e una narrazione emotiva, pensato per incuriosire il lettore. Ho voluto trattare non solo il concerto in sé, ma anche gli avvenimenti che vi hanno portato e gli effetti che ha avuto. Ho esplorato gli anni Ottanta in modo ampio, toccando eventi storici, tecnologici e sociali significativi.”

ARTISTI CHE HANNO FATTO LA STORIA

Quali artisti rappresentano meglio quel periodo?

“Sicuramente gli U2, che hanno trovato una notorietà straordinaria dopo Live Aid, e altri grandi come David Bowie e Phil Collins, che sono stati capaci di incarnare lo spirito di quell’epoca. Ogni artista ha raccontato una storia unica, legata al contesto sociale e culturale di allora.”

ANEDDOTI CURIOSI

Hai scoperto qualche aneddoto interessante durante la tua ricerca?

“Sì, uno che mi ha colpito è legato a Bryan Ferry. Era incerto fino all’ultimo sulla sua partecipazione per questioni tecniche. Alla fine, decise di salire sul palco, ma la sua esibizione fu funestata da problemi tecnici e aneddoti divertenti che hanno reso il tutto memorabile.”

PARLARE AI GIOVANI

Come pensi che il tuo libro possa dialogare con i giovani di oggi?

“Il libro è scritto in modo narrativo, creando una connessione emotiva. Attraverso storie e aneddoti, ho cercato di rendere l’argomento accessibile anche ai giovani che non hanno vissuto quegli anni. La musica è un linguaggio universale e il racconto può risvegliare interesse e curiosità.”

IL POTERE TRASFORMATIVO DELLA MUSICA

Quanto ha influenzato la tua visione della musica nella scrittura di questo libro?

“La mia convinzione è che la musica possa influenzare e cambiare realtà. Non è la musica in sé a farlo, ma piuttosto il legame emotivo che crea tra le persone. Credo che quando la musica è utilizzata per comunicare messaggi importanti, può davvero contribuire al cambiamento.”

UNA CANZONE PER ACCOMPAGNARE IL LIBRO

Se dovessi scegliere una canzone per accompagnare la lettura del tuo libro, quale sarebbe?

“Sceglierei *I Don’t Like Mondays* di Bob Geldof. Sebbene non sia una canzone del Live Aid, essa cattura lo spirito di quel periodo. Un’altra scelta potrebbe essere *Don’t Stop Believin’*, che incarna l’ottimismo e l’energia di quegli anni.”

POSSIBILITÀ FUTURE

Credi che ci siano state possibilità di organizzare eventi simili in tempi recenti, in risposta a crisi globali?

“Eventi come il Live Aid possono sicuramente fare la differenza, ma la loro efficacia dipende dalle persone che li sostengono. La musica ha sempre il potere di illuminare e unire, ma necessitiamo di gente pronta ad accogliere questo messaggio.”

PROGETTI FUTURI

Su cosa stai lavorando attualmente? Hai in mente un nuovo libro?

“Attualmente sto elaborando un progetto che esplora ulteriormente il potere della musica come strumento di comunicazione e cambiamento. La musica ha un potenziale straordinario per migliorare le vite e ritengo che sia importante continuare a esplorare questo tema.”

ARTICOLI COLLEGATI: