La vita eterna è un’aspirazione che ha accompagnato l’umanità sin dai suoi albori, un sogno che continua a stimolare l’immaginazione collettiva. Sebbene nulla sia stato scoperto fino ad ora riguardo ad elisir o cure per la mortalità, molti narratori si sono dedicati a raccontare storie di immortali, presentando personaggi che sfidano le leggi del tempo e della morte. La letteratura e il cinema, in particolare, si sono rivelati mezzi ideali per esplorare queste tematiche, trasformando i protagonisti in supereroi atavici capaci di affrontare sfide impossibili.
LA NARRAZIONE DI ANNI PASSATI E FUTURI
Pellicole come Highlander hanno tracciato la strada per il genere, mentre il recente The Old Guard, disponibile su Netflix, ha rinvigorito l’interesse del pubblico sul tema, specialmente in vista del suo seguito atteso per il 2 luglio. Il film ha riempito le classifiche di streaming, rendendolo il soggetto ideale per una (ri)analisi critica.
UNA NUOVA PROSPETTIVA SULL’IMMORTALITÀ
La storia segue Nile, una giovane marine che, durante una missione in Afghanistan, subisce un danno mortale. Miracolosamente, si risveglia in un ospedale da campo, scoprendo di essere diventata immortale. Viene quindi reclutata in un gruppo di individui simili, guidato da Andy, un’eterna guerriera che ha vagato per secoli. Recentemente, il team si è trovato in un’imboscata orchestrata da un agente della CIA, ma grazie alle loro abilità straordinarie, riescono a sottrarsi a questa minaccia.
UNA LOTTA CONTRO IL TEMPO E LA COMMERCIALIZZAZIONE DELL’IMMORTALITÀ
Il nemico è rappresentato da un poderoso CEO di una compagnia farmaceutica, la cui brama è quella di scoprire il segreto della vita eterna. Mentre Nile lotta per adattarsi a una realtà che è completamente nuova per lei, Andy deve affrontare i traumi del suo lungo passato e un tradimento inaspettato.
RIFLESSIONI SU UN FILM DIVERTENTE MA LIMITATO
Il film ricorda produzioni degli anni ’90 e inizio 2000, con un richiamo a Underworld nell’adrenalina delle scene d’azione. Sebbene la semplicità della narrazione possa risultare piacevole, lascia l’amaro in bocca, mancandogli una certa profondità che avrebbe potuto rendere la storia ancora più affascinante. The Old Guard è fondamentalmente un adattamento della graphic novel omonima, con il coinvolgimento attivo del creatore Greg Rucka nella sceneggiatura.
PERSONAGGI EB NARRATIVA: TRA STEREOTIPI E POTENZIALITÀ INESPRESSE
I personaggi, purtroppo, risultano caricaturali e ancorati a stereotipi, e la mancanza di uno sviluppo caratteriale profondo fa sì che gli aspetti più drammatici e complessi dei protagonisti rimangano solo accennati. Le sequenze di flashback, che rivelano eventi tragici e traumatici della vita di Andy, non riescono a produrre l’impatto emotivo desiderato e paiono più accessorie che costitutive della narrazione. È davvero un peccato, considerando il potenziale di un cast di talenti come Charlize Theron, Matthias Schoenaerts, Chiwetel Ejiofor e il nostro Luca Marinelli.
LA REGIA E LE SCENE D’AZIONE: UN COMPROMESSO MODERATO
Sotto la direzione di Gina Prince-Bythewood, prima donna di colore a dirigere un film di supereroi di alto budget, The Old Guard si destreggia tra scene d’azione e una sensazione di divertimento. Tuttavia, la gestione della trama rivela una mancanza di coraggio nella costruzione della sceneggiatura. Queste carenze, pur non rovinando deliberatamente il prodotto finale, limitano le sue potenzialità intrinseche.
IMMAGINI D’ETERNITÀ: UN DONO E UNA MALEDIZIONE
L’immortalità per i personaggi di The Old Guard rappresenta sia un dono che una maledizione. Le loro vite secolari sono ora messe in pericolo dalla ricerca di una cura per la vita eterna da parte di una compagnia farmaceutica. La trama, lineare e tradizionale, offre spunti di riflessione, sebbene la sceneggiatura potrebbe aver osato di più in termini di innovazione.
CONCLUSIONI: UN FILM ETERNO MA NON INDELIBILE
In sintesi, The Old Guard si presenta come un intrattenimento interessante, sostenuto da azioni fluide e da un cast variegato. Tuttavia, nonostante i suoi punti di forza, rimane l’impressione che, con una maggiore attenzione ai dettagli e alla scrittura, il risultato avrebbe potuto risultare di ben altro spessore. È improbabile che questo film venga ricordato a lungo, siano essi mortali o immortali.