“Mameli: Il ragazzo che sognò l’Italia” – la vera storia di Goffredo Mameli e del suo inno, anticipazioni della prima puntata e intervista ai protagonisti

La storia dell’inno di Mameli: un racconto di passione e patriottismo

Conoscete la vera storia dell’inno di Mameli? Di come, quando e perché è stato scritto? Probabilmente no, perché risale a più di un secolo fa ed è legata a un patriota morto a soli 22 anni per l’indipendenza del nostro paese e la libertà. Si chiamava Goffredo Mameli, era di Genova e voleva un’Italia non più occupata dagli austriaci e divisa in tanti piccoli stati. Apparteneva a un’ottima famiglia ed era un poeta, e nel 1946 compose “Il canto degli Italiani”, che fu messo in musica da Michele Novaro, secondo tenore e maestro dei cori dei Teatri Regio e Carignano di Torino. Anche lui era giovane, come tutti gli altri protagonisti della miniserie in 2 puntate Mameli: Il ragazzo che sognò l’Italia, diretta da Ago Panini e Luca Lucini e prodotta da Pepito Produzioni con Rai Fiction.

MAMELI: IL RAGAZZO CHE SOGNÒ L’ITALIA CI RACCONTA IL RISORGIMENTO

Mameli: Il ragazzo che sognò l’Italia ci racconta un periodo, il Risorgimento, che è sempre stato considerato un po’ noioso e che i ragazzi a scuola fanno fatica ad amare. E invece quegli anni sono stati pieni di fermento, passione politica, entusiasmo e coraggio di fronte alla morte. I ragazzi che hanno attraversato la metà dell’Ottocento non sono poi così diversi dai nostri. Certo, non avevano i social, ma erano vitali e determinati a lasciare il segno e a cambiare il mondo. In questo senso, la felice idea dei registi e del produttore Agostino Saccà è stata quella di scuotere via la polvere dai quadri e dalle statue di Giuseppe Mazzini, dei ragazzi dell’associazione patriottica Entelema e dello stesso Goffredo Mameli per fare di questi personaggi vere e proprie rockstar, a cominciare da Nino Bixio: bello, spiritoso, tormentato il giusto e con un look quasi alla Jack Sparrow. Lo interpreta Amedeo Gullà, mentre Mameli ha il volto di Riccardo De Rinldis Santorelli.

UNA MINISERIE AMBIZIOSA E SONTUOSA

È una miniserie ambiziosa e sontuosa Mameli: Il ragazzo che sognò l’Italia, che parte dallo studio dei quadri dell’epoca, che ci hanno svelato che i patrioti amavano vestirsi di rosso e di altri colori forti. Per ascoltare le loro voci, Luca Lucini e Ago Panini hanno usato la macchina a mano avvicinandosi spesso al volto degli attori e ai loro occhi pieni di ardore. Ma forse dovremmo parlare di ardore e di amore: quello di Goffredo per Geronima Ferretti e Adele Baroffio, innanzitutto, donne forti che contribuirono a rendere il nostro un grande uomo. Troveremo la prima nella metà iniziale della miniserie e la seconda nella metà finale, interpretate rispettivamente da Barbara Venturato e Chiara Celotto.

MAMELI IL RAGAZZO CHE SOGNÒ L’ITALIA: ANTICIPAZIONI DELLA PRIMA PUNTATA

La nostra storia comincia nel 1947 a Genova. A un ballo, il diciannovenne Goffredo Mameli incontra la Marchesina Geronima Ferretti, che conosceva da bambino. Fra i due scatta il colpo di fulmine, e quando i due scoprono di avere gli stessi ideali e le stesse idee, si innamorano perdutamente l’uno dell’altra. Purtroppo la madre di Geronima, che è una donna remissiva e molto pia, si lascia convincere dal gesuita Padre Sinaldi a dare in sposa la figlia a un uomo ricco e nobile. Senza l’amata Goffredo precipita nella disperazione, ma l’incontro casuale con Nino Bixio lo porta a conoscere i giovani dell’associazione patriottica Entelema e ad appassionarsi alla politica. I ragazzi cominciano a organizzare manifestazioni e Goffredo, che si dimostra un bravo poeta, si trova ad assumere in ruolo di primo piano nel gruppo.

MAMELI IL RAGAZZO CHE SOGNÒ L’ITALIA: LA NOSTRA INTERVISTA AI PROTAGONISTI

Del cast di Mameli: Il ragazzo che sognò l’Italia fanno parte anche Neri Marcorè, Isabella Briganti, Giovanni Crozza Signoris, Lucia Mascino, Luca Ward, Gianluca Zaccaria, Riccardo Maria Manera, Pier Luigi Pasino, Maurizio Lastrico, Ricky Memphis e Sebastiano Somma. Ci sarebbe piaciuto incontrarli tutti, ma il tempo è tiranno, e ci siamo concentrati su Riccardo De Rinaldis Santorelli, Amedeo Gullà e Chiara Celotto. Ecco la nostra intervista:
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