Giovedì 17 luglio 2025, Giffoni Film Festival: il ritorno di Aurelio De Laurentiis. Dopo diciotto anni di assenza, il noto produttore cinematografico ha fatto il suo ingresso come ospite d’onore alla 55esima edizione della manifestazione. Il festival, famoso per il suo focus sul cinema per ragazzi, ha ora incluso una nuova sezione dedicata allo sport, un ambito in cui De Laurentiis ha recentemente conquistato il titolo di campione con il Napoli, suggellato dal trionfo in Serie A.
AURELIO DE LAURENTIIS E IL MONDO DELLO SPORT
Nel corso del suo intervento, De Laurentiis ha condiviso la sua visione riguardo all’intersezione tra cinema e sport. L’argomento principale del dibattito è stata l’attuale situazione del calcio italiano, con un occhio attento all’ultima vittoria del Napoli, che ha permesso al club di festeggiare il quarto Scudetto della sua storia. I giovani giurati, presenti nella Sala Verde della Multimedia Valley, hanno colto l’occasione per scambiare opinioni e porre domande al presidente del Napoli, spaziando dalle sue esperienze imprenditoriali alle sfide attuali nel mondo del calcio.
CENTRO SPORTIVO E CRITICHE
Tra i temi caldi affrontati, non poteva mancare la questione del centro sportivo: “Il Napoli non ha un centro sportivo all’avanguardia”. A questo proposito, De Laurentiis ha risposto alle critiche, rimarcando che, nonostante le carenze infrastrutturali, la squadra ha ottenuto eccellenti risultati. “Abbiamo realizzato due Scudetti senza il centro ideale. Abbiamo formato talenti che hanno avuto successo anche in altri club,” ha affermato, contestando l’idea che il successo dipenda esclusivamente dalla qualità dei centri sportivi.
Il presidente del Napoli ha continuato spiegando che molte critiche sono spesso infondate e pretestuose. “Quando si parla di cinema, chi critica ha il diritto di farlo solo se ha vissuto esperienze simili,” ha sorriso, evidenziando l’assurdità di tale approccio.
LA QUESTIONE DEL CALCIO FEMMINILE
Un altro capitolo del colloquio ha riguardato il calcio femminile, una tematica che De Laurentiis ha affrontato con franchezza: “A Napoli non abbiamo una squadra di calcio femminile, non per mancanza di interesse, ma per questioni economiche. La situazione attuale è complicata.” Ha sottolineato come la decisione di rendere professionale il calcio femminile abbia fatto lievitare i costi, rendendo difficile per molte società, inclusa quella di Napoli, dotarsi di una squadra competitiva.
Inoltre, ha criticato le normative che regolano l’ingresso degli extracomunitari nel calcio: “Abbiamo leggi obsolete che limitano il numero di giocatori. È ora di rivederle, altrimenti continuermo a restare indietro,” ha affermato, evidenziando come altri paesi europei siano in una posizione molto più favorevole.
UN CALCIO IN CRISI
Durante l’intervista, De Laurentiis ha reso pubblico il suo profondo pessimismo riguardo alla stato attuale del calcio italiano. “Dobbiamo capire che stiamo attraversando una fase di declino; se non interveniamo concretamente, il nostro sport rischia di scomparire.” Ha fatto appello a una responsabilità collettiva, stimolando un dibattito sulle necessarie riforme del sistema calcistico.
In merito alla necessità di riforme, ha riferito di aver presentato proposte al governo, sottolineando l’importanza di una gestione più efficace. In particolare, ha elogiato l’estensione della durata dei contratti dei calciatori a otto anni, ma ha avvertito che le sfide economiche richiedono risposte più ampie.
ANALISI DEL CALCIO INTERNAZIONALE
Nonostante la crisi sia evidente anche all’estero, De Laurentiis non ha risparmiato critiche. Ha portato l’Inghilterra come esempio di un mercato calcistico in grande crescita, pur con perdite significative: “Fattura tre volte più dell’Italia e perde ancora miliardi. È un segnale che il sistema ha bisogno di interventi.” Ha evidenziato come la salute fisica dei calciatori non venga considerata adeguatamente, un’altra criticità di un sistema che fatica a tenere il passo con le esigenze moderne.
UN APPELLO ALLE INSTITUZIONI SPORTIVE
De Laurentiis ha chiuso il suo intervento con un appello forte e chiaro: chi detiene posizioni di responsabilità nello sport deve smettere di preoccuparsi esclusivamente della propria posizione. “È necessario un vero cambiamento. Non basta sedere su una poltrona e aspettare. È il momento di agire e apportare riforme significative,” ha affermato con determinazione, sottolineando l’importanza di guardare al futuro e alle esigenze del settore.
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